Audit energetico: il primo passo per ottimizzare i consumi

Un audit energetico è un’analisi dettagliata dei consumi energetici. Audit energetico, analisi energetica, diagnosi energetica ed energy assessment sono tre espressioni alternative per chiamare lo stesso processo. Fare un audit energetico significa analizzare in modo sistematico i consumi di un’organizzazione così da poter valutare quali interventi mettere in campo per ottimizzare quei consumi.

Oggetto di un’analisi energetica può essere qualsiasi tipo di edificio o gruppo di edifici: sedi aziendali, palazzi di uffici, stabilimenti produttivi, impianti industriali e commerciali, strutture di servizi pubblici o privati. 

Le diagnosi energetiche sono utili per qualsiasi tipo di organizzazione, ma è importante tener presente che per aziende di grandi dimensioni o energivore una diagnosi energetica condotta da soggetti certificati è non solo utile ma obbligatoria per legge ogni quattro anni.

“In Italia – si legge sul sito dell’ENEA – esiste l’obbligo di condurre, con cadenza quadriennale e da parte di soggetti qualificati, una diagnosi energetica per le imprese di grandi dimensioni (criterio basato sul numero di dipendenti e fatturato e/o bilancio) e per imprese con consumi rilevanti di energia che accedono alla c.d. agevolazione per utenti energivori: l’UNI ha stabilito quelli che devono essere i requisiti minimi nello svolgere un audit energetico attraverso l’emissione della norma tecnica UNI CEI EN 16247-1:2012.” 

Gli obiettivi di un audit energetico 

Qual è lo scopo di un’analisi dei consumi energetici? In realtà non c’è un singolo scopo, se non quello generale e ovvio di usare meglio l’energia. Gli obiettivi sono molteplici e collegati fra di loro, e possiamo raggrupparli in tre macro-temi: efficienza energetica, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica. 

Efficienza energetica 

Conoscere quali sono i reali bisogni energetici della nostra organizzazione è il primo passo per capire come possiamo risparmiare; e risparmiare in modo intelligente. La conoscenza approfondita che avremo a conclusione dell’audit ci permetterà infatti di individuare gli interventi utili a diminuire i consumi di energia, ovviamente; e mantenendo gli stessi livelli di comfort (se parliamo di uffici e spazi commerciali) e di funzionalità (se parliamo di impianti produttivi e stabilimenti industriali).  

Sostenibilità ambientale 

Affrontare il tema dell’energia significa affrontare il tema dell’impatto ambientale che i consumi di energia hanno; e che sono giganteschi. Quasi la metà del totale dei gas serra nel mondo viene dalla produzione di energia che sarà poi consumata negli edifici e nell’industria. Le imprese hanno quindi un ruolo fondamentale nel contrastare il cambiamento climatico. Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti, specialmente nella scelta di fonti alternative ai combustibili fossili; c’è ancora tanto da fare per ottimizzare i consumi dell’energia così prodotta. 

Sostenibilità economica 

Nei pochi mesi a cavallo fra il 2021 e il 2022 al tema della sostenibilità ambientale si è aggiunto prepotentemente quello della sostenibilità economica dei consumi energetici. Instabilità geopolitiche e scelte energetiche poco lungimiranti fatte a livello nazionale e sovranazionale negli anni passati hanno portato, insieme a fattori economici contingenti, a un aumento dei costi energetici tale, in alcuni casi, da mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende. Un uso intelligente dell’energia permette di risparmiare, diminuire l’impatto ambientale dell’organizzazione e mantenere livelli di efficienza elevati. E fare un audit energetico è il modo giusto per cominciare. 

Le fasi principali di una diagnosi energetica 

L’indagine sui consumi procede per fasi di analisi successive. Questo modo di procedere è necessario a scandagliare ogni aspetto, ogni componente, ogni dinamica dell’utilizzo dell’energia all’interno della struttura oggetto di indagine. Solo così si otterrà un report finale completo e davvero utile. Infatti l’audit energetico non è una mera e generica ricerca conoscitiva sui consumi di un’azienda; per essere efficace deve portare alla compilazione di un documento dettagliato e propedeutico a una seconda fase operativa di intervento. 

Possiamo individuare quattro fasi principali in un’indagine energetica: fase preliminare, analisi documentale, audit on site, report finale. 

Fase preliminare 

Nella fase preliminare si definisce il perimetro dell’indagine – se riguarderà un’intera struttura produttiva, ad esempio, o una singola unità impiantistica; se ci si concentrerà su un solo piano di uffici o sulla sede aziendale nel suo complesso. In questa fase si definiscono inoltre gli obiettivi dell’audit – semplicemente verificare di essere in linea con la normativa, ad esempio, o individuare i punti critici su cui lavorare per raggiungere più importanti obiettivi di efficientamento, risparmio e sostenibilità. 

Analisi documentale 

Questa prima parte di analisi serve a ricostruire uno storico dei consumi e degli impianti, ed avviene attraverso l’esame di bollette, contratti di approvvigionamento energetico, documenti tecnici e manutentivi, report di audit precedenti eccetera. In questa fase si confrontano anche i consumi della struttura oggetto dell’audit con altre dello stesso tipo, dello stesso settore, della stessa dimensione. 

Audit on site 

Il sopralluogo serve per verificare sul campo lo stato degli impianti e di tutte le strutture coinvolte nella produzione e nel consumo dell’energia. Sul posto è inoltre possibile ottenere tuti quei dati che sono risultati mancanti durante l’analisi documentale e attuare procedure di monitoraggio dei consumi in tempo reale 

Una precisazione: in alcuni casi si utilizza l’espressione “audit walk-trough” come sinonimo di audit on site, mentre sono due attività diverse. L’audit walk-trough consiste in una visita alla struttura per individuare gli elementi di criticità energetica più evidenti e le conseguenti azioni immediate per porvi rimedio; l’audit on site è una delle fasi, quella che avviene sul posto – on site, appunto – di un processo più approfondito e complesso di audit globale.

Report finale 

Il documento redatto a conclusione dell’audit è fatto di una parte di descrizione dello stato di fatto e di una parte di raccomandazioni di intervento. Queste raccomandazioni, in base agli obiettivi definiti della fase preliminare, si limiteranno a indicare le attività per adeguarsi alla normativa in materia di produzione e consumo di energia o costituiranno l’anteprima di un piano di intervento dettagliato per incidere in profondità nell’assetto energetico di tutta la struttura oggetto dell’audit. 

Cosa fare dopo l’indagine energetica 

L’audit è il primo passo del percorso di ottimizzazione dei consumi di energia. Grazie al report redatto a conclusione dell’indagine sapremo qual è la situazione e quali sono gli interventi più adatti per la nostra organizzazione.  

Fra gli interventi più diffusi e di più agevole realizzazione ci sono il relamping (sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con tecnologie più efficienti), il revamping (rinnovo delle componenti più obsolete o usurate degli impianti) e l’efficientamento energetico intelligente (che sfrutta algoritmi e Intelligenza Artificiale). Altri interventi più consistenti possono riguardare la sostituzione di parti di impianti e delle fonti di generazione di energia (ad esempio con l’installazione di una nuova caldaia) con elementi calibrati meglio sulle dimensioni dell’azienda e sull’entità dei consumi reali o che sfruttano tecnologie più efficienti.

La gestione dei fabbisogni energetici è un sistema complesso, quindi ogni situazione ha ovviamente bisogno di interventi ad hoc; l’audit energetico serve appunto a definire queste esigenze specifiche. 

La diagnosi energetica è il primo passo per raggiungere obiettivi di efficienza energetica, sostenibilità ambientale e riduzione dei costiÈ  il passaggio cruciale per individuare con precisione gli interventi corretti e utili che ogni organizzazione deve mettere in campo.” 

Daniel Faccenda
Direttore BU Energy & Sustainability

Vuoi saperne di più?

Contattaci per una consulenza con i nostri tecnici.

    Ho letto e accetto i termini e le condizioni

    Sostenibilità
    Area Riservata

    SEDI: MILANO, ABBIATEGRASSO, BERGAMO, TREVISO, BOLOGNA, PESARO, ROMA, PERUGIA, MELFI.

    © Piergiorgio Frassati spa | Via Primaticcio, 162 – 20147 Milano | P.IVA 10070450969 – REA MI-2503446 – Cap. soc. € 1.000.000,00 i.v. – SDI A4707H7

    SEDI: MILANO, ABBIATEGRASSO, BERGAMO, TREVISO, BOLOGNA, PESARO, ROMA, PERUGIA, MELFI.

    CertificazioniSostenibilitàArea Riservata

    © Piergiorgio Frassati spa | Via Primaticcio, 162 – 20147 Milano | P.IVA 10070450969 – REA MI-2503446 – Cap. soc. € 1.000.000,00 i.v. – SDI A4707H7

    Privacy Preference Center