Biophilic design: quando la natura entra in ufficio

Innovazione e benessere negli spazi di lavoro 

Il biophilic design è l’approccio progettuale che riporta elementi naturali dentro gli edifici in cui lavoriamo. Con la diffusione del lavoro ibrido, l’ufficio ha cambiato funzione: da luogo obbligato a spazio che deve meritarsi la presenza delle persone. Il design biofilico ha trovato proprio qui la sua spinta più concreta, perché agisce su ciò che le persone percepiscono ogni giorno: aria, luce, materiali, rumore, vista.

In questo articolo trovi la definizione di biophilic design, la sua storia, i benefici multidimensionali documentati dalla ricerca e alcuni esempi internazionali. Nell’ultima parte vediamo come questi principi si traducono in interventi tecnici concreti sugli edifici esistenti, che sono poi la stragrande maggioranza del patrimonio immobiliare italiano.

Definizione e contesto storico del biophilic design 

Origini e Filosofia 

Il concetto trae origine dalla teoria della biophilia, formulata dal biologo americano Edward O. Wilson nel 1984. Wilson sosteneva che gli esseri umani abbiano una tendenza innata a cercare connessioni con la natura e le forme di vita. La teoria ha trovato terreno fertile nel design e nell’architettura, dove ha aperto una riflessione sul ruolo della natura negli ambienti costruiti.

Il passaggio dalla teoria alla pratica progettuale arriva nel 2014 con i “14 Patterns of Biophilic Design” di Terrapin Bright Green, il documento che ha tradotto l’intuizione di Wilson in criteri applicabili: presenza visiva della natura, stimoli sensoriali non visivi, variabilità termica e del flusso d’aria, presenza dell’acqua, luce dinamica, forme e geometrie di derivazione naturale.

Da lì il biophilic design è diventato una filosofia di design che interseca psicologia ambientale, architettura sostenibile e gestione degli edifici, con l’obiettivo di creare spazi esteticamente coerenti che migliorino anche la salute, il benessere e la produttività delle persone.

Alla base c’è l’idea che l’essere umano, pur inserito in un mondo sempre più urbanizzato e tecnologico, conservi un legame profondo con la natura e lo ricerchi con crescente intensità. Il biophilic design risponde a questo bisogno con ambienti funzionali capaci di offrire esperienze sensoriali e connessioni emotive con il mondo naturale.

Nel corso degli anni, il biophilic design è diventato molto più di una semplice inclusione di elementi naturali negli spazi abitativi o lavorativi. È cresciuto fino a diventare una filosofia di design che interseca varie discipline, dalla psicologia ambientale all’architettura sostenibile, con l’obiettivo di creare spazi che non solo siano esteticamente piacevoli, ma che migliorino anche la salute, il benessere e la produttività degli individui. 

Questa filosofia si basa sull’idea che l’essere umano, pur vivendo in un mondo sempre più urbanizzato e tecnologico, conserva un legame profondo e vitale con la natura; anzi, lo ricerca sempre più. Il biophilic design cerca di rispondere a questo bisogno innato, progettando ambienti che siano funzionali e allo stesso tempo possano offrire esperienze sensoriali e connessioni emotive con il mondo naturale. 

Evoluzione del biophilic design nel design contemporaneo 

All’inizio il concetto si concentrava sull’introduzione di piante e acqua negli spazi costruiti. Con il tempo è diventato un approccio integrato, che tiene insieme aspetti estetici, psicologici e ambientali. Il biophilic design va quindi ben oltre l’aggiunta di vegetazione o l’uso di materiali naturali.

Si tratta di una pratica olistica: la progettazione degli spazi favorisce interazioni organiche e significative con elementi naturali. Rientrano in questa logica i percorsi che richiamano i sentieri, l’uso di forme e strutture che riprendono i modelli e le geometrie della natura, l’integrazione di tecnologie che mantengono una connessione visiva e sensoriale con l’esterno.

Un aspetto cruciale di questa evoluzione è l’attenzione alla sostenibilità. Architetti e progettisti bilanciano l’esigenza di spazi funzionali e piacevoli con l’urgenza di ridurre l’impatto ambientale degli edifici. Il risultato passa per materiali sostenibili, per un uso spinto della luce naturale a beneficio dei consumi energetici e per sistemi che riciclano l’acqua e ottimizzano le risorse.

Il quadro normativo europeo ha accelerato il processo. La direttiva EPBD del 2024 sulla prestazione energetica nell’edilizia lega in modo esplicito efficienza, qualità dell’ambiente interno e salubrità, con obblighi di recepimento per gli Stati membri. Protocolli come LEED e WELL, sempre più diffusi anche in Italia, assegnano punteggi specifici a luce naturale, qualità dell’aria, comfort acustico e connessione con la natura.

Tecnologie per il benessere e la sostenibilità 

La tecnologia svolge ormai un ruolo centrale. L’illuminazione human centric riproduce il ciclo naturale della luce solare e sostiene i ritmi circadiani; i sistemi di building automation regolano ventilazione e climatizzazione sui dati reali di occupazione; i sensori wireless per il monitoraggio della qualità dell’aria indoor rilevano anidride carbonica, VOC, temperatura, umidità e radon, con dati trasmessi in cloud e visualizzati in dashboard. Il dato di partenza spiega l’interesse: l’aria interna può risultare fino a cinque volte peggiore di quella esterna, perché agli inquinanti esterni si sommano batteri, virus e composti organici volatili.

Sul fronte dei materiali, i coating fotocatalitici applicati a pareti e superfici interne attivano con la luce un processo che disgrega inquinanti chimici e microrganismi e li trasforma in composti innocui. È un esempio di come il design biofilico possa contare su soluzioni misurabili, verificate prima e dopo l’intervento con rilevazioni strumentali.

La crescente popolarità di questo approccio risponde infine alle aspettative della società contemporanea. In un mondo dove le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo in spazi indoor, cresce la domanda di ambienti che offrano anche un rifugio dallo stress urbano e una connessione più profonda con la natura.

L’evoluzione del biophilic design è quindi un riflesso di un cambiamento nella comprensione del benessere e della sostenibilità nell’ambiente costruito. Un approccio che risponde a esigenze funzionali ed estetiche e si propone come soluzione ai problemi ambientali e di salute pubblica.


Il biophilic design in azienda

Benefici multidimensionali del biophilic design 

Nel contesto aziendale il biophilic design plasma ambienti di lavoro che, insieme alla produttività, promuovono il benessere e la soddisfazione dei dipendenti. Quando la qualità dell’ambiente lavorativo diventa un fattore di attrazione e retention dei talenti, il design biofilico assume un peso strategico nella definizione dell’identità aziendale.

Salute, benessere e produttività 

L’integrazione di elementi naturali negli spazi lavorativi produce benefici documentati. Piante, materiali naturali e accesso alla luce solare aiutano a ridurre lo stress, migliorano concentrazione e qualità dell’aria, sostengono un senso di benessere generale. Lo studio internazionale Human Spaces, condotto su oltre 7.000 lavoratori, ha rilevato livelli di benessere superiori del 15% e una produttività più alta del 6% negli ambienti con elementi biofilici. Sono aspetti che, combinati, portano a un aumento della produttività e della soddisfazione lavorativa.

Impatto ambientale e sostenibilità 

Il biophilic design è anche uno strumento di sostenibilità ambientale. L’uso di materiali eco-compatibili e rinnovabili, la progettazione che sfrutta la luce naturale e la creazione di spazi verdi contribuiscono a un microclima più salubre e contengono l’impatto ecologico degli edifici, con minori fabbisogni di riscaldamento e raffrescamento. Un ombreggiamento vegetale ben progettato riduce il carico termico estivo sulle facciate esposte, con effetti diretti sui consumi.

Incremento del valore di brand aziendale 

Le aziende che adottano il biophilic design migliorano il benessere delle persone e rafforzano la propria immagine di marca. Un ambiente di lavoro coerente con l’impegno verso sostenibilità e benessere attira talenti e clienti, con un vantaggio competitivo misurabile anche in sede di rendicontazione ESG, dove le condizioni di lavoro rientrano tra le informazioni richieste alle imprese. Questo approccio dimostra una consapevolezza aziendale moderna e pratiche innovative e responsabili.

Esempi notevoli di biophilic design nel mondo

Amazon Spheres: un’oasi urbana di creatività 

Le Amazon Spheres di Seattle, aperte nel 2018, restano il riferimento più citato. Le tre cupole ospitano oltre 40.000 piante di più di 400 specie, con temperatura e umidità calibrate sulle esigenze della vegetazione e recupero del calore di scarto da un data center vicino. Sono un luogo di lavoro e un habitat che stimola creatività e benessere, con un forte impegno aziendale verso pratiche innovative.

Apple Park: un esperimento di design integrato 

Il campus di Apple a Cupertino riflette un impegno verso l’armonia tra tecnologia e natura. Circa 9.000 alberi, un sistema di ventilazione naturale che copre buona parte dell’anno senza climatizzazione meccanica, un impianto fotovoltaico integrato in copertura: un capolavoro architettonico che è anche un esempio di responsabilità ambientale.

Etsy: un’espressione urbana di valori aziendali 

Gli uffici di Etsy a Brooklyn dimostrano l’applicabilità del biophilic design in un contesto urbano e in un edificio esistente riconvertito. L’approccio di Etsy, con materiali naturali e riciclati, spazi verdi e una certificazione Living Building Challenge sui petali di materiali ed energia, migliora l’ambiente lavorativo e rispecchia i valori di sostenibilità e creatività al centro della filosofia aziendale.

Biophilic design come visione del futuro

Il biophilic design punta a riconciliare l’uomo con la natura nell’ambiente costruito. Un approccio che non si limita all’estetica e si estende all’influenza emotiva e psicologica degli spazi sui loro utenti. Gli spazi lavorativi diventano ambienti viventi che influenzano le persone che li abitano.

Innovativo e sostenibile, il biophilic design si allinea alle preoccupazioni globali sul cambiamento climatico e si propone come leva per ridurre l’impatto ambientale degli edifici. Materiali eco-compatibili e tecnologie verdi segnano un passo verso un futuro dove gli edifici contribuiscono alla conservazione dell’ambiente senza sacrificare il comfort lavorativo al loro interno.

La partita vera, in Italia, si gioca sul patrimonio esistente. Portare i principi biofilici in una sede già operativa richiede una lettura tecnica dell’edificio e una gestione continuativa nel tempo: manutenzione del verde interno ed esterno e presidio dei servizi, efficientamento energetico e revamping impiantistico per luce naturale, ventilazione e comfort termico, riqualificazione degli spazi con formula general contractor quando l’intervento tocca l’involucro o il layout. A cui si aggiungono monitoraggio della qualità dell’aria e coating fotocatalitico, che rendono il benessere un dato misurabile e non una dichiarazione di intenti.

“Il biophilic design è una filosofia che ridefinisce il rapporto tra spazio lavorativo e natura e accompagna le aziende verso nuove frontiere di innovazione e responsabilità sociale e ambientale.”

Daniel Faccenda
Direttore BU Energy & Sustainability

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