L'innovazione tecnologica al servizio del facility management

Il testo è la trascrizione dell’intervento tenuto da Daniel Faccenda, direttore BU Energy & Sustainability di Gruppo Frassati, all’FM Day organizzato da IFMA Italia a Milano il 19 novembre 2024.

L’FM Day è un evento di riferimento per tutto il settore del facility management. È arrivato alla 25esima edizione, e questi 25 anni testimoniano quanto il facility management debba affrontare un territorio vasto e sempre mutevole, a comporre il quale contribuiscono tantissime variabili, input, esigenze, sensibilità.  

Provo a raggrupparle per macrocategorie.  

  • I servizi che vengono forniti: le pulizie, con tutte le loro specializzazioni contestuali; le manutenzioni, per tutti gli impianti e sistemi che ben sappiamo; i servizi ausiliari, che già di per sé sono un numero elevatissimo.  
  • I contesti civili e industriali in cui questi servizi si declinano: commerciale, alberghiero, farmaceutico, produzione, stoccaggio, uffici e così via.  
  • Le tematiche emergenti che si manifestano nel corso del tempo e ci danno un nuovo ordine di priorità: il well-being, sia del personale che dei clienti; la sostenibilità ambientale; il tema dell’energia, la sua produzione e gestione.  

Facility management: servizi e gestione… e tecnologia? 

Il facility management si confronta con tutta questa complessità attraverso due strumenti: da una parte, tutta la gamma dei servizi singoli e puntuali che le aziende forniscono; dall’altra, la gestione integrata di questi servizi (governance, processi, KPI eccetera) per coordinarli e ottimizzarli.  

A questo punto entra in gioco l’innovazione tecnologica. Con “innovazione tecnologica” intendiamo nuove strumentazioni, nuovi prodotti e nuovi dispositivi utili a rispondere a esigenze che mutano nel tempo. Può questa innovazione tecnologica darci supporto per affrontare le sfide del facility management contemporaneo? Provo a rispondere con quattro esempi che vengono dall’esperienza di Gruppo Frassati. 

Vernici fotocatalitiche 

Il primo esempio è un trattamento fotocatalitico presso la sede del Gruppo 24 Ore a Milano. 

L’esigenza del cliente era pulire la facciata vetrata – questa l’esigenza di base: cleaning. Invece di un intervento di cleaning tradizionale, che avrebbe senza dubbio risposto all’esigenza, abbiamo proposto una soluzione innovativa: trattare la facciata con un prodotto fotocatalitico frutto della ricerca sulle nanotecnologie. 

La fotocatalisi è il processo fisico che avviene quando una molecola – il catalizzatore – viene colpita dalla luce e innesca reazioni di riduzione o di ossidazione di sostanze indesiderate presenti anche in piccole quantità. In altre parole, un prodotto fotocatalitico si attiva con la luce, solare o artificiale, e disgrega certi composti inquinanti con cui entra in contatto, come Composti Organici Volatili (VOC), ossidi di azoto (NOx) e polveri PM organiche. Grazie a un processo completamente naturale.

L’applicazione del trattamento è relativamente semplice. La vetrata viene prima pulita con cura, poi viene applicato il prodotto fotocatalitico. Si forma così un coating – un film di prodotto – trasparente che attiva nel tempo questa azione purificante. Duplice risultato. Le vetrate diventano autopulenti, grazie all’azione combinata dell’effetto superidrofilico e dell’ossidazione che sfrutta la pioggia per lavare via lo sporco. L’esigenza primaria di cleaning del cliente è stata così soddisfatta. 

Inoltre, l’aria intorno all’edificio trattato viene purificata con un’azione antismog. Quindi l’impatto ambientale dell’edificio diminuisce; tanto che le vernici fotocatalitiche sono valide per l’ottenimento di certificazioni di sostenibilità in edilizia, come il LEED e il BREEAM.  

Dispositivi per monitoraggio e regolazione impianti HVAC 

Con il secondo esempio passiamo al campo dell’energy management e degli impianti per parlare di algoritmi e machine learning. 

È una tecnologia che abbiamo impiegato in contesti diversi – negozi, uffici, stabilimenti produttivi. Parliamo di monitoraggio dei consumi elettrici e regolazione dei sistemi di climatizzazione. Il cuore della tecnologia è fatto di raccolta dati, machine learning e Internet of Things. In particolare, vi racconterò dell’implementazione della tecnologia in uno stabilimento di Bauli.

In questo caso l’esigenza era davvero particolare, perché la regolazione dei consumi riguardava l’UTA, cioè la macchina di trattamento dell’aria (raffrescamento, riscaldamento, ventilazione eccetera), in un reparto di produzione alimentare. Quindi dovevamo soddisfare:  

  • i parametri di temperatura e umidità adeguati alle caratteristiche della lavorazione; 
  • l’aumento dell’affidabilità del sistema di climatizzazione; 
  • il comfort per gli operatori che nel reparto lavorano; 
  • la riduzione dei consumi in ottica di risparmio.  

Ecco cosa abbiamo fatto: nel reparto abbiamo installato dei sensori che misurano costantemente i parametri ambientali – temperatura, umidità e CO2; sui quadri elettrici abbiamo installato dei dispositivi che in contemporanea misurano i consumi. Tutti i dati arrivano a un algoritmo in cloud che impara nel tempo – machine learning, appunto – a gestire sempre meglio l’accensione, il mantenimento e lo spegnimento dell’impianto di climatizzazione per rispettare i livelli di temperatura, umidità e CO2 che abbiamo settato come corretti.  

In questo modo otteniamo un ambiente confortevole per il personale e adeguato al tipo di produzione, da un lato; dall’altro ottimizziamo i consumi e risparmiamo energia.  

Pellicole antisolari 

Efficienza e comfort erano gli obiettivi anche di un intervento a Roma: applicazione di pellicole antisolari.  

Il complesso Morgagni è un centro direzionale progettato negli anni ‘60 in acciaio e vetro. Ospita uffici e abitazioni. Sono tre edifici a uso uffici e residenziale: quasi 6000 mq di superficie vetrata verticale. Nel 2022 c’è stata una riqualificazione parziale che si è concentrata sugli spazi verdi a livello strada. A fine 2023, il Fondo Fedora, che è proprietario dell’immobile, e Prelios SGR, che ne è il gestore, ci hanno contattato per riqualificare la facciata.

Le pellicole antisolari esistono da 40 anni, ma nel tempo hanno subito un’evoluzione significativa. Una volta la schermatura del sole si faceva con pellicole a specchio che, oltre alla durata limitata nel tempo, modificavano la qualità della luce che lasciano entrare.

Oggi ci sono pellicole con una composizione chimica tale che, pur respingendo fino a oltre il 90% di luce a infrarossi e la quasi totalità degli UV, lasciano il vetro trasparente e la luce all’interno resta naturale. Ma la temperatura interna scende, con conseguenti risparmi dovuti al minore utilizzo dei condizionatori; e soprattutto ne guadagna il comfort di chi sta nell’edificio, che non si trova più in quelle situazioni dove vicino al vetro è caldissimo e sotto il condizionatore si gela.  

Droni per pulizie e videoispezioni 

L’ultimo intervento non è una case history specifica quanto piuttosto un accenno a una tecnologia che in un certo modo tutti conosciamo e che comincia a essere sfruttata in vari contesti legati al facility management: sto parlando dei droni. I due esempi che vi propongo vengono dal mondo delle pulizie e della manutenzione degli edifici, e in entrambi i casi i vantaggi sono l’efficienza, la velocità, la sicurezza.

Il primo esempio è l’utilizzo dei droni per la pulizia delle facciate. Le immagini che vedrete sono di un test che abbiamo fatto nella sede di Brembo a Bergamo per la pulizia dei vetri.  L’approccio tradizionale è di operare con le gondole sospese dove stanno gli operatori che puliscono i vetri; oppure di utilizzare uomini in corda lungo la facciata. Il drone evita questo tipo di interventi con personale appeso anche a decine di metri di altezza, con i benefici che potete facilmente immaginare: velocità di esecuzione, riduzione dei costi e soprattutto un grande salto in avanti in termini di sicurezza.

L’altro esempio riguarda la possibilità di utilizzare i droni per le videoispezioni, in particolare sulle coperture degli edifici: per valutazioni sulla bonifica delle coperture di capannoni; per sorvolare l’edificio con il drone e raggiungere punti che altrimenti non potremmo visionare, perché richiederebbero operazioni pericolose o davvero troppo costose con sistemi di gru o piattaforme elevabili; per controllare lo stato della copertura in generale, pluviali, pannelli fotovoltaici eccetera. Anche in questo caso con vantaggi notevolissimi in termini di tempi, costi e sicurezza.  

Servizi, gestione, tecnologia e ascolto 

Le tecnologie innovative ci danno una mano per affrontare il territorio complesso su cui si muove il facility management e rispondere alle esigenze del cliente: le vernici fotocatalitiche per la pulizia e l’ambiente in ambito civile; i dispositivi per il monitoraggio e la regolazione degli impianti in campo energetico, ambientale e del comfort; così come le pellicole antisolari; e l’utilizzo dei droni ci fa guadagnare in velocità, costi e sicurezza.  

Quindi possiamo aggiungere la tecnologia ai servizi e alla loro gestione nella definizione di facility management. Manca solo un elemento, del quale non dobbiamo mai scordarci: l’ascolto. Con ascolto voglio riassumere tante cose diverse: il confronto, la collaborazione, l’empatia, la comprensione, la partnership… sia fra colleghi che con i clienti.

Servizi. Gestione. Tecnologia. Ascolto. Questa è la nostra idea di facility management per realizzare quella che abbiamo deciso essere la nostra missione: prenderci cura degli edifici, degli spazi in cui si lavora o si vive, con l’obiettivo di promuovere e favorire il benessere delle persone.  

Daniel Faccenda
Direttore BU Energy & Sustainability

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