Pulizia impianti fotovoltaici: perché è importante e come farla

Lo sporco sui pannelli riduce la produzione di energia e, se si deposita in modo irregolare, può stressare i moduli. Per un impianto fotovoltaico aziendale conviene quindi definire una frequenza di pulizia, un metodo adatto ai moduli e un piano di sicurezza per chi lavora in quota.
Perché è importante pulire gli impianti fotovoltaici
Impatto dello sporco sulle prestazioni
Polvere, foglie, polline, escrementi di uccelli e altri residui si depositano sulla superficie dei pannelli e riducono la luce che arriva alle celle. Il tecnico parla di soiling, e il suo peso cambia molto da luogo a luogo. Secondo il report IEA PVPS sulle perdite da soiling, nel 2018 la perdita media annua a livello globale era di almeno il 3-4%, mentre nelle aree aride e polverose, dove la pioggia non lava i moduli, sono state misurate perdite superiori al 20% nei periodi senza pulizia.
Prevenzione della riduzione dell’efficienza energetica
Una pulizia programmata tiene la produzione vicina ai valori attesi e aiuta a scoprire anomalie che il solo dato dei kWh prodotti può non chiarire. Lo sporco depositato in modo irregolare, come un escremento di uccello o un cumulo di foglie, può ombreggiare singole celle e favorire la formazione di hot spot, cioè punti del modulo che si scaldano più del resto e nel tempo possono danneggiarlo. Intervenire prima riduce il rischio di riparazioni o sostituzioni onerose.
Quando e con che frequenza pulire gli impianti fotovoltaici
Identificazione del momento ideale per la pulizia
Un controllo visivo mensile permette di capire quando lo sporco comincia a incidere. Alcuni momenti chiedono più attenzione: la fine di una stagione secca e ventosa, la fine dell’autunno, quando le foglie si accumulano, e i giorni successivi a eventi atmosferici intensi come grandinate o piogge cariche di polvere.
Frequenza raccomandata per la pulizia
Un intervallo valido per tutti gli impianti non esiste, perché contano l’ambiente circostante, la posizione geografica e l’inclinazione dei pannelli (con inclinazioni basse lo sporco scivola via con più difficoltà). Le indicazioni tecniche di settore, come quelle della guida alla manutenzione di Infobuild Energia, indicano come riferimento una o due pulizie l’anno in condizioni normali, con interventi anche trimestrali in zone polverose, agricole, costiere o vicine a strade molto trafficate. Una pulizia approfondita all’inizio della primavera è una buona scelta, perché precede i mesi di maggiore produzione. Conviene poi confrontare questi valori con il manuale del produttore e con i dati di monitoraggio, che mostrano quando la produzione comincia a scostarsi da quella attesa.
Come pulire gli impianti fotovoltaici
Metodi di pulizia consigliati
Per rimuovere lo sporco senza graffiare il vetro si usano acqua demineralizzata e spazzole morbide: l’acqua priva di sali minerali evita aloni e depositi di calcare una volta asciutta. Se lo sporco resiste, si possono impiegare detergenti specifici, non abrasivi ed ecocompatibili, purché siano compatibili con quanto indicato dal produttore dei moduli. Negli impianti di grandi dimensioni o difficili da raggiungere entrano in gioco i robot di pulizia con spazzole morbide, che accorciano i tempi e riducono l’esposizione degli operatori ai rischi in quota.
Pratiche da evitare
Getti d’acqua ad alta pressione, spazzole rigide e prodotti chimici aggressivi possono danneggiare il vetro e i rivestimenti antiriflesso. Pesa poi l’orario: si preferisce pulire al mattino presto, alla sera o in giornate nuvolose, perché l’acqua fredda su un vetro caldo crea un contrasto termico (il cosiddetto shock termico) che può provocare microfratture.
Consigli di sicurezza
Su tetti e coperture la sicurezza viene prima della pulizia. Il D.Lgs. 81/2008 prevede obblighi precisi per i lavori in quota, con opere provvisionali o dispositivi di protezione anticaduta. Se l’impianto è di difficile accesso, è sensato affidarsi a personale formato, perché un intervento improvvisato espone a cadute e può danneggiare i moduli.
Vantaggi della pulizia professionale
Competenze specialistiche e attrezzature avanzate
Un’impresa specializzata lavora con attrezzature dedicate: robot automatizzati, spazzole morbide su asta telescopica, impianti per produrre acqua demineralizzata e prodotti adatti ai moduli. Gli operatori sono formati per lavorare in quota e conoscono le indicazioni dei costruttori, quindi l’intervento risulta efficace e sicuro.
Prevenzione di danni e durata dell’impianto
Chi conosce i materiali dei moduli sa dove e come intervenire senza compromettere vetro, cornici e connessioni. Durante la pulizia un tecnico esperto può notare microfratture, delaminazioni, cavi danneggiati o segni di surriscaldamento e segnalarli prima che diventino guasti, a vantaggio della durata dell’impianto.
Mantenere l’efficienza con la pulizia degli impianti fotovoltaici
Un piano di pulizia rende di più quando fa parte di una manutenzione più ampia, con monitoraggio della produzione e controlli periodici. Chi gestisce impianti aziendali può valutare insieme anche altri strumenti di efficienza energetica, come il peak shaving. Per definire frequenza e modalità adatte al proprio impianto ci si può rivolgere ai servizi Energy e Facility del Gruppo Frassati oppure contattare direttamente il team.

«Un impianto fotovoltaico pulito è la chiave per massimizzare il risparmio energetico e l’efficienza a lungo termine. La cura regolare può fare la differenza nel rendimento del tuo investimento, assicurando prestazioni ottimali e un notevole risparmio in bolletta.»
Giuseppe di Bella
Squadra Straordinaria Cleaning
FAQ sulla pulizia dei pannelli fotovoltaici
Ogni quanto vanno puliti i pannelli fotovoltaici?
In condizioni normali le indicazioni tecniche di settore parlano di una o due volte l’anno. Nelle zone polverose, agricole, costiere o con molto traffico si può arrivare a un intervento ogni tre mesi. Il riferimento migliore resta il confronto tra i dati di monitoraggio e il manuale del produttore.
Quanta produzione si perde con i pannelli sporchi?
Il report IEA PVPS stima una perdita media annua globale di almeno il 3-4% (dato 2018). Nelle aree aride e polverose, nei periodi lunghi senza pulizia, si superano valori del 20%.
La pioggia basta a pulire i pannelli?
La pioggia rimuove una parte dello sporco, ma sabbia, polline e residui più tenaci possono restare sul vetro, soprattutto con inclinazioni basse. Dove le piogge sono scarse la pulizia naturale è ancora più limitata.
Si possono pulire i pannelli fotovoltaici da soli?
Su impianti a terra o facilmente accessibili si può procedere con acqua demineralizzata e una spazzola morbida, dopo aver letto le indicazioni del produttore, che in alcuni casi fissano metodi e prodotti da rispettare per mantenere la garanzia. Sui tetti, per il rischio di caduta e di danni ai moduli, conviene rivolgersi a professionisti attrezzati.
Quale acqua si usa per pulire i pannelli fotovoltaici?
L’acqua demineralizzata, perché priva di sali minerali e quindi meno soggetta a lasciare aloni e depositi di calcare sul vetro.
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