Peak shaving management: come ridurre i picchi di consumo in azienda

Perché i picchi di consumo pesano sul bilancio

In bolletta, oltre all’energia consumata in totale, incide la potenza massima prelevata dalla rete nel momento di richiesta più alta. Un solo quarto d’ora di assorbimento elevato può determinare la voce di potenza dell’intero mese, ed è su quei quindici minuti che interviene il peak shaving management.

Se applicato con criterio, riduce i costi operativi e favorisce un uso più razionale dell’energia, un tema che rientra a pieno titolo nell’efficienza energetica e nella sostenibilità delle imprese.

Cos’è il peak shaving management

Il peak shaving management è una strategia di gestione energetica che riduce i picchi di potenza prelevati dalla rete elettrica nei periodi di massima richiesta. Un picco alto sovraccarica la rete e fa salire i costi per l’azienda, quindi si interviene con tecnologie e pratiche pensate per contenerlo.

In concreto, la tecnica abbassa per pochi minuti il prelievo dalla rete e distribuisce il carico in modo più uniforme nel tempo. Il consumo totale di energia può restare invariato: cambia il momento in cui la potenza viene assorbita. Si distingue dal demand response, che modula i carichi in risposta a segnali di prezzo o a richieste del gestore di rete, e dal load shifting, che sposta i consumi verso fasce orarie diverse. Il peak shaving agisce invece sul profilo di prelievo dell’azienda, con logiche definite al suo interno.

Perché il peak shaving management conviene

I vantaggi sono economici e ambientali. Con picchi più bassi si riduce la componente di potenza in bolletta e, se il contratto prevede tariffe differenziate per fascia oraria, si limitano i prelievi nelle ore più costose.

Sul fronte ambientale, una domanda più contenuta nelle ore di massimo carico può ridurre il ricorso alle centrali di riserva, alcune delle quali alimentate a combustibili fossili. Un carico più regolare aiuta anche la stabilità della rete gestita da Terna e diminuisce il rischio di blackout, un beneficio che riguarda la collettività oltre alla singola impresa.

Come funziona il peak shaving

Il principio operativo prevede una soglia di potenza: quando il prelievo si avvicina a quel valore, un sistema di controllo attiva una fonte alternativa oppure riduce temporaneamente alcuni carichi. Gli approcci sono tre: accumulo di energia, gestione dei carichi e generatori di backup.

Tra le tecnologie in uso ci sono i sistemi di accumulo a batteria, i dispositivi di controllo della domanda e i software di gestione energetica, che monitorano i consumi in tempo reale e attivano gli interventi quando serve.

Strategie di peak shaving management 

Esistono diverse strategie per implementare il peak shaving, ciascuna con i propri vantaggi e sfide.

  • L’uso di generatori di emergenza durante i picchi di domanda può fornire energia supplementare, riducendo la pressione sulla rete elettrica principale.  
  • I sistemi di accumulo energetico, come le batterie, possono immagazzinare energia durante i periodi di bassa domanda e rilasciarla durante i picchi, garantendo una fornitura stabile.  
  • L’ottimizzazione dei processi industriali, riprogrammando i processi produttivi per evitare i picchi di domanda, può migliorare l’efficienza e ridurre i costi operativi. 

Strategie di peak shaving management

Le strategie disponibili hanno vantaggi e limiti diversi, e la scelta dipende dal profilo di consumo dell’azienda.

  • Generatori di emergenza: entrano in funzione nei momenti di punta e forniscono energia supplementare, così la rete principale viene sollecitata meno. Vanno valutati con attenzione sul piano delle emissioni locali.
  • Sistemi di accumulo a batteria: immagazzinano energia nelle ore di domanda bassa e la rilasciano durante i picchi, a garanzia di una fornitura stabile. Abbinati a un impianto fotovoltaico, possono ricaricarsi con l’energia prodotta in sede, purché i moduli restino efficienti grazie a una pulizia regolare dell’impianto.
  • Riprogrammazione dei processi industriali: scaglionare le lavorazioni più energivore evita che si sovrappongano nello stesso momento, con benefici su efficienza e costi operativi.

Come si applica il peak shaving management in azienda

Un progetto parte dai dati: si individuano i periodi di picco, si analizzano i consumi, si scelgono le tecnologie adatte e si definisce un piano di gestione.

Le difficoltà principali sono l’investimento iniziale e la complessità di gestione dei sistemi, che richiedono una pianificazione accurata e tecnologie avanzate. Confrontarsi con i progetti di altre aziende aiuta a evitare gli errori più comuni; nella sezione Case Studies si trovano interventi realizzati dal Gruppo.

Checklist operativa per l’avvio del progetto

Quattro passaggi accompagnano l’azienda dalla diagnosi alla messa a regime.

1. Valutazione dei picchi di domanda

Si parte dal monitoraggio dei dati di consumo, meglio se con lettura quartoraria, per capire quando e di quanto il prelievo sale. Da qui si stabilisce dove intervenire.

2. Analisi costi-benefici

Si confrontano i costi dell’intervento con i risparmi attesi. Un’analisi dettagliata mostra se l’investimento è sostenibile sul lungo periodo.

3. Scelta delle tecnologie

Accumulo, controllo dei carichi o generatori si scelgono sulla base delle esigenze specifiche dell’azienda, con una valutazione congiunta di caratteristiche tecniche e costi delle soluzioni disponibili.

4. Pianificazione e monitoraggio

Un piano dettagliato, accompagnato da verifiche costanti sui risultati, permette di correggere il tiro e di individuare presto eventuali problemi.

FAQ

Che cos’è il peak shaving?

È una strategia di gestione energetica che riduce i picchi di potenza prelevata dalla rete elettrica nei momenti di massima richiesta, con accumuli a batteria, generatori di backup o una diversa programmazione dei carichi.

Che differenza c’è tra peak shaving, load shifting e demand response?

Il peak shaving abbassa i picchi di prelievo, il load shifting sposta i consumi in altre fasce orarie, il demand response modula i carichi in risposta a segnali di prezzo o a richieste del gestore di rete.

Quali tecnologie servono per il peak shaving?

Le più diffuse sono i sistemi di accumulo a batteria, i dispositivi di controllo dei carichi e i software di gestione energetica che monitorano i consumi in tempo reale. In alcuni impianti si aggiungono generatori di backup.

Il peak shaving conviene a ogni azienda?

Dipende dal profilo di prelievo e dalla struttura tariffaria del contratto. Un’analisi dei dati di consumo, con lettura quartoraria, indica se i picchi pesano abbastanza da giustificare l’investimento.

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